Premetto dicendo che ho trovato l’opera abbastanza “in your face”, a differenza di altre opere l’autore non ha mai provato a nascondere i significati dietro ciò che mostrava, al massimo cercava di tenerli ambigui (nel senso di doppio significato, non tanto di fraintendibili).
La Tempesta Invisibile è, come mostrato già nell’episodio 3, il classico movimento sociale -stavolta rappresentato dalla classe della scuola- atto ad eliminare ciò che è diverso, scomodo e fastidioso, e che mina l’integrità del gruppo.
Il cartello in questo senso è abbastanza evidente, dato che riporta TEMPESTA INVISIBILE – ESCLUSIONE e Chi non rispetta le regole sociali = Male.
Niente di nascosto quindi, anzi.
Da evidenziare come il simbolo della Tempesta Invisibile, lo stormo di uccelli, si contrappone a quello delle ragazze, i gigli, e va in senso opposto a chi percorre le scale per salire sul tetto, proprio a voler sottolineare il contrasto.

Il Bacio della Promessa è semplicemente ciò che lega definitivamente due persone che si amano, siano essi fratello e sorella o due innamorati.
L’amore (suki) viene suggellato con un bacio (kisu) e infatti il posto dove si trovano Milne e Lulu nel cartello viene indicato come “Il luogo dove l’amore diventa bacio”. Possiamo considerare il bacio della promessa come il punto più alto, la dimostrazione che è vero amore.

Sulla sessualità, il mangiare ed il desiderio si potrebbe aprire una discussione infinita: tu hai detto ” C’è chi associa questa opera alla sessualità” e mi pare evidente che sia così, non lo vuole nascondere o far passare per altro, nonostante abbia cercato di attirare col fanservice quanta più gente possibile, anche quella che di solito magari non lo seguiva.
Mitsuko spiega benissimo il concetto, quando incarna il desiderio o pulsione che dir si voglia di Ginko, e lo ribadisce più volte (“gli orsi privi di desiderio muoiono” etc etc).
Se i gigli ovvero le ragazze rappresentano come è facile intuire anche dal simbolo scelto la parte pura, vera o falsa che sia (e qua il rimando è fortissimo alle Class S: http://en.wikipedia.org/wiki/Class_S_(genre)), gli orsi rappresentano come già detto la parte più impulsiva.
Guarda caso, per raggiungere l’amore bisogna arrivare ad un compromesso da entrambe le parti, ovvero far a pezzi la propria identità invece di rimanere fissi su di essa.
Ginko da orso fa un patto per diventare umana, mentre Kureha che alla fine della serie prende atto del suo “essere” (che Sumika aveva già fatto, e la cosa più bella di tutte è che per almeno metà serie sembrava quasi il contrario, ovvero che fosse lei ad essere restia alla relazione con Kureha o a voler farsi vedere in pubblico) e fa un patto per diventare orso.

Noticina: nella parentesi della scatole, di Penguindrumiana memoria e così come in quell’opera forse la parte più oscura, è facile notare come abbiamo l’unico maschio della serie seppur come nelle classiche -nel vero senso del termine- opere teatrali venga rappresentato da una donna che pare più travestita che altro. Sempre in base a ciò che ci è fatto vedere, lo stampo improntato alla questione è prettamente maschilista: mantenere la purezza femminile con preconcetti piuttosto sterili (basti pensare al vestito tutto sfarzoso di Yuriika) e alla illusione che proprio perché “ci è sempre stato fatto così” allora vada bene, tanto da rimanere spiazzati ed abbandonati quando questo trattamento finisce.
La scatola oggettifica la persona, la isola e conserva entrambe le persone prive d’amore (nonostante chi la possegga possa averne l’impressione, una sorta di surrogato di questo sentimento). A riprova di ciò c’è il fatto che Yuriika quando sta per mangiare Kureha e affermi di volerla baciare, non usi il termine “bacio” (kisu) come invece si fa per tutta la serie quando si parla d’amore.

Molti tendono a pensare che i gigli, le ragazze della classe e del mondo, rappresentino l’amore omosessuale quando in realtà è così in minima parte. Sono invece specchio della nostra società, sia maschile che femminile, e l’autore ha voluto eliminare la componente maschile in modo che non ci si focalizzasse su preconcetti nostri, andando avanti quindi di un gradino: l’insieme femminile rappresenta quello totale nostro, mentre la relazione tra orsi e umani viene vista come quella contro-natura.
È una visione totalmente negativa, tanto che in quella società si arriva persino a dover nascondere le relazioni che sarebbero considerate normali (citando Life Sexy che osserva le due ragazze che si danno da fare nell’infermeria di nascosto, “saranno sempre alla ricerca di un male da escludere”).

Così come è negativo il finale: il Muro dell’Estinzione stava per abbattersi come dimostra quel conto alla rovescia lungo tutto il muro, ma una volta che le ragazze della classe scelgono di sparare (e qua permettetemi i brividi alle frasi “Non esitate! Non pensate!” degne di qualsiasi totalitarismo, quasi a voler dar l’impressione che se si fermassero a farlo capirebbero che nella scena che si trovavano davanti non c’era nulla di sbagliato) questo torna normale.

E si riparte quasi da zero, con la ragazza che si distacca dalla Tempesta Invisibile e trova Konomi.
Un ciclo d’amore e di normalità che si ripeterà ad oltranza fino a quando il Muro non verrà finalmente abbattuto.

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